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martedì 9 settembre 2014

Barbara Bozzola parla di "Gente di stoffa"

Mi piace pensare a questo libro come ad una grande coperta patchwork, simile a quelle che imbastiva la mia nonna e che io conservo ancora. Una trapunta composta di tante pezze vivaci, cucite una ad una, con pazienza. Centouno scampoli tutti diversi, tutti colorati, tutti preziosi allo stesso modo perché indispensabili. Per creare l’insieme.
“Gente di stoffa” è proprio questo, è una collezione di storie originali (nel duplice significato di “autentiche” e “curiose”) che hanno un comune denominatore, o meglio, due: il talento e la passione. Il libro raccoglie, infatti, il racconto in “viva voce” di scrittori, registi, illustratori, musicisti, ballerini, studiosi, giocolieri, fotografi, artisti in senso lato che hanno creduto nel proprio sogno, ci hanno provato e continuano a farlo. Uomini e donne di cultura e di spettacolo che hanno compreso di avere le carte in regola, la “stoffa”, appunto, per farcela, hanno accettato la sfida e si propongono al mondo attraverso la propria creatività.
Tra loro c’è chi ha cominciato da poco ma già raccoglie i primi frutti, e chi, invece, lavora da molto tempo con risultati e finalità diverse ma con una medesima intensità. C’è chi lo fa per mestiere e chi, invece, ha imparato ad affiancare due strade parallele. Senza trascurarne nessuna.
Un campionario, insomma, di vite umane e professionali che avevano l’urgenza di essere raccontate. Un libro che vuole porsi come un piccolo forziere in cui le eccellenze di una società, i suoi panni più pregiati, vengono messe in mostra non solo per essere ammirate ma soprattutto per essere avvicinate, comprese, vissute.
Altro elemento in comune di tutte queste storie? Il territorio di provenienza, quegli scenari orizzontali che sono propri del Novarese. E allora c’è chi nei dintorni di nostra signora delle Cupole è nato, cresciuto e ha deciso di rimanere, chi, invece, ha scelto, ad un certo punto, di lanciare una scommessa al futuro e spostarsi altrove senza mai dimenticare le proprie radici e chi, infine, è arrivato da lontano e ha imparato ad amare questi luoghi, a prima vista non sempre comodi.
In questo libro ci sono ingegno e dedizione, vocazione ed estro, attitudine e sentimento. Si mescolano sulla tela di un dipinto, sfumano nel click di un’immagine, si nascondono tra le parole scritte di un testo o tra quelle recitate su un palcoscenico.
La “Gente di stoffa” è quella accomunata, insomma, da un “pallino”. Un bernoccolo, un chiodo fisso. Una lampadina sempre accesa che non è mai un capriccio ma una pura necessità. Quale? Voltate pagina e andate a vedere. E mi raccomando, siate audaci, non temete, perché alla “copertina” e a tutto il tessuto che vi potrà servire per riscaldare mente e cuore, ci abbiamo pensato noi.

Barbara Bozzola

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