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Ho sparato al domani

Sono giorni difficili, non vi è dubbio. Solo fino a qualche tempo fa l’idea che un virus avrebbe potuto mettere in ginocchio l’umanità era legata alla serie televisiva britannica degli anni Settanta intitolata Survivors, “I sopravvissuti”. E da quegli anni, mentre uno si consolidava e l’altro si formava, siamo sgusciati fuori con l’idea che la musica ci abbia in qualche modo dato una mano, se non a salvarci, almeno a non perderci. Così, quando la vita si complica, la fantasia che ci portiamo dietro, e dentro, elabora nuovi percorsi e ci basta un alito di vento per proseguire il viaggio quotidiano.
Provate a immaginare un tavolo apparecchiato con un boccale di birra e un bicchiere di vino rosso. Lì ci siamo dati appuntamento. Entrambi settembrini, del segno della vergine, amiamo la musica con sfaccettature differenti. Così come tra noi sono differenti l’età, il carattere, la fede calcistica e la formattazione del testo. Non ci sono però muri da scavalcare.
Economicamente fragili, lavoriamo da anni per il colpo da un milione di euro. Nel corso degli ultimi vent’anni sono molteplici i progetti che abbiamo condiviso. Testardamente ci sosteniamo nel perseguire le idee che sviluppano nei nostri incontri. E se qualcosa non è stato fatto è perché, probabilmente, quella volta eravamo in tre. E il terzo beveva aranciata.
Ci piace ancora trarre godimento e divertimento nel fare le cose e questo libro è l’ennesima testimonianza della nostra caparbietà nel raggiungere gli obiettivi prefissati. “Ho sparato al domani” è una canzone che è diventata un libro e contiene sette racconti in cui passato, presente e futuro si scambiano spesso d’abito andando in scena in epoche differenti e con personaggi tutti da scoprire. Una miscela, o meglio un mix, di parole e musica in quanto ogni storia è imbevuta della musicalità che amiamo. I riferimenti musicali, così come i luoghi in cui si svolgono i fatti, a tratti sono alla luce del sole e talvolta, invece, celati ma intuibili.
In ogni racconto troverete anche qualcosa di noi, magari nelle parole di una ragazza o nei panni di un vecchio o in quelle di un futuro ribelle. La musica abita dove la lasci entrare, e casa nostra, in questo senso, è senza porte e finestre. In ogni pagina c’è una canzone che fa parte di una colonna sonora con la quale condividere il nostro tempo, anche con musiche differenti, ma in fondo il rock’n’roll si basa proprio sulla diversità delle emozioni. Non esiste una regola, come non ne esiste una per scrivere, appunto, di emozioni.
Pensiamo che in futuro non verrà chiesto “Perché non sei stato Hemingway o Pavese?”, bensì “Perché non sei stato te stesso?”. Noi da tempo abbiamo tracciato la strada in modo determinato, magari sbagliando, a volte sbandando ma sempre rappresentando noi stessi nelle parole o nella musica. E poi, qualunque sia stata la nostra scelta, ci troverete sempre dalla stessa parte.
Michele Anelli e Gianni Lucini

“Ho sparato al domani” è per quelli che nella pioggia sentono il richiamo della libertà, per chi nella nebbia riesce comunque a distinguere il nemico, per coloro che hanno visto un mondo senza confini da rispettare e per i quali la vita è un palco dove non importa se non sei perfetto ma puoi essere felice. Sette racconti, come le pistole dei MacGregor, in cui passato, presente e futuro si scambiano spesso d’abito andando in scena in epoche differenti e con personaggi tutti da scoprire.



Di Michele Anelli e Gianni Lucini

Pag 112
Euro 12,00

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