“Mettiti le mutande
comode” di Jessica De Giuli con prefazione di Anna Carluccio è un libro
divertente. Non lo è soltanto perché parla di mutande e propone le stesse come
parametro per misurare la vita, ma perché mette in piazza emozioni e sentimenti
che solo fra amiche molto intime ci si possono confidare. Sono parole leggere
ma vere e hanno la pretesa di tentare di dare una dimensione surreale al
quotidiano femminile, di tirare fuori, tra un calzino e una mutanda l’essenza
della vita. Jessica racconta la vita di una giovane donna che fronteggia
quotidianità, figli, marito, casa e lavoro. Un tempo la si sarebbe definita una
donna realizzata. Lei però fa capire che se si somma lo stress, i possibili
inconvenienti, le emozioni mutevoli e la necessità o la costrizione del
confronto con il mondo esterno, si sente inadeguata, ristretta e in qualche
caso anche costretta. Jessica è partita da sé per raccontare la sua vita,
interessante per lei ma anche uno specchio per riflettere la vita degli altri e
le mutande, l’indumento più intimo che c’è, diventano una metafora delle scelte
della vita. In questo tempo sospeso e inquietante possiamo però
indossare un paio di mutande comode e vivere senza l’assillo di dover pulire
gli aloni sui vetri e sui nostri cuori. Noi di Segni e Parole crediamo molto in questo lavoro e,
strizzandoci l’occhio, ci siamo detti fin dalla prima lettura che: «Jessica è
meglio di Bridget Jones»
L'Autrice
Jessica De Giuli ha 37 anni e da dieci lavora come consulente informatico. Qualche anno fa ha anche intrapreso un percorso di studi ispirato dalla sua passione per la natura e il benessere diplomandosi in Naturopatia. Vive da sempre sul suo amato Lago Maggiore, anche se appena possibile scappa con uno zaino in spalla alla scoperta di nuovi luoghi. Predilige le scarpe da trekking a quelle col tacco e un panino in spiaggia a una cena stellata.Di Jessica De Giuli
Prefazione di Anna Carluccio
Pag 112
Euro 12,00

