Regalatevi i libri di Segni e Parole

…e ora pagateci i danni di Woodstock! Storie di musica, musicisti, mode, vizi, virtù ed emozioni assortite

La musica, come ogni attività umana, è un continuo rincorrersi di storie. In questo libro ce ne sono 366, tante quanti i giorni di un anno bisestile. Ogni giorno ha la sua storia anche se le date sono più che altro un pretesto per raccontare. Il libro, infatti, non vuole essere un calendario ma un'occasione per il lettore di compiere un lungo e suggestivo viaggio di narrazioni nelle quali l'unico vero soggetto è la musica. I racconti parlano di persone, di artisti, di strumenti, di generi, di mode, di epoche diversissime. È un grande atto d'amore per la musica, tutta la musica senza distinzioni di generi, mode o epoche cercando di non perdere il ritmo.

L'autore

Gianni Lucini è giornalista, scrittore, sceneggiatore, autore teatrale, cinematografico e televisivo. Negli anni Ottanta ha diretto un mensile d'informazione degli operatori dello spettacolo. Dal 1999 si è occupato per dieci anni di storia e critica musicale per il quotidiano Liberazione. Oggi fa lo stesso per vari quotidiani. Oltre che per Segni e Parole ha pubblicato per Sonzogno, RCS, Hobby e Work, Hachette, Fabbri e molti altri editori.

Per Segni e Parole ha pubblicato anche:

Pagg 360

Euro 15,00

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Storia gaia nell'eden sud, quando la diffidenza diventa empatia e rispetto

Damiano e Martino sono una coppia sposata di Roma. Il primo, ex insegnante, lavorava in una piccola casa editrice che ha chiuso l’attività; il secondo faceva il ballerino, ma anche il suo settore è in crisi. Che fare? Decidono di sfruttare un’opportunità inaspettata: Martino ha ereditato una casa in Puglia. Vi si trasferiscono. Damiano insegna nella scuola media di un paese del Salento, Martino apre una scuola di ballo. Ma non mancano le difficoltà. Damiano, gay e di pelle nera, si scontra con i pregiudizi della dirigente e di alcuni colleghi. Martino deve superare una brutta esperienza con una banda di estremisti. Come reagisce il paese? L’umanità e le doti pedagogiche di Damiano con le qualità artistiche e la simpatia di Martino riescono a sconfiggere l’odio? Una cosa è certa: non sono soli. La diffidenza può trasformarsi in empatia e rispetto.

 L'Autore

Aquilino ha pubblicato sessanta libri sia per ragazzi sia per adulti. Recenti: “Il tuo nome è coraggio”, Einaudi Ragazzi; “Il mio amico Don Chisciotte”, Coccole Books; “La furia di Racheles”, Eretica Edizioni; “Lamento di Eracle”, Eretica Edizioni; “Passione di Fedra” Gilgamesh Edizioni; “L’invasione delle tortore migranti”, Segni e Parole; “Intorno al fuoco nel buio”, Lapis Edizioni. La serie "Orrendi per sempre” pubblicata da Giunti è diventata un cartoon in onda dal 2020. Drammaturgo e regista, presidente dell’associazione “Tecneke”, coordina due gruppi di ragazzi, uno sui 12 anni e l’altro sui 15. Ha scritto i testi per la compagnia Lupusagnus che ha allestito “Mamma mammazza” (prodotto dal Piccolo Teatro di Milano), “Verginella”, “Canicani”, con la regia di Stefano De Luca del Piccolo Teatro e attualmente Direttore delle Scuole del Teatro di Como.


Per Segni e Parole ha pubblicato anche

L'invasione delle tortore migranti

L'omino di carta


Pagg 112
Euro 12,00

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Tallullah, una fiaba, semplice e delicata, che canta il rispetto di ogni vita

Era nata cantando ma non ne sapeva il motivo. Suo padre era Mare e sua madre Onda. 
Lei era Tallulah, “acqua che salta” e aveva milioni e milioni di sorelle. Un mattino, mentre l'aurora annunciava il passaggio dal buio alla luce, iniziò il suo primo viaggio alla scoperta del mondo. 
Non è facile capire il mondo dei grandi, nemmeno per una piccola onda e, soprattutto, non è facile difendere il Bene, sempre e comunque. 
Tallullah trova il coraggio di farlo. La sua voce diventa quella degli ultimi della terra, degli invisibili, dei più deboli. 
La sua è una fiaba, semplice e delicata, che canta il rispetto di ogni vita, la bellezza di un abbraccio, la potenza dell'amore.


L'autrice

Sabina Antonelli

Vive a Foligno dove insegna, gioca, legge scrive, racconta storie ai bambini e sogna. Sogna un mondo migliore, dove i desideri sono esauditi, le distanze colmate, gli abbracci regalati e i diritti vissuti pienamente da tutti.


Pagg 64
Euro 15,00

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Onde Ondine Onde anomale, la grammatica intima dei sentimenti


Le parole sono importanti.
Bisogna saperne fare buon uso. E Giorgio Rava lo fa.
Trasferisce in questa raccolta di poesie la sua arte culinaria anarchica di dosare gli ingredienti per creare una pietanza da donare ai suoi lettori. Fa un uso sapiente delle parole che utilizza all’interno della sua grammatica intima dei sentimenti e delle emozioni che vuole condividere. Ci porge i suoi piatti di parole e noi ci nutriamo del suo mondo intimo.
(Matteo Severgnini)


 L'Autore

Giorgio Rava è nato a Omegna nel 1948 e vive a Crusinallo, sul Lago d'Orta. Poeta, pittore, scultore e designer ha all'attivo numerose pubblicazioni sia in proprio che in antologie. Tra le più importanti si ricordano Uomini pesci e Mostri (Ed. Spriano, Omegna), La comunità dei quattordici (Ed. Spriano, Omegna), Margine in nero – Antologia di narratori della Valdossola (Ed. Mobydick, 1997), Sogni e Isole (Ed. Farenotte, 2007), Ortelius (Ed. Farenotte, 2008 con Prefazione di Cesare Bermani), Compagni avanti il gran partito (2009, con prefazione di Marco Travaglini, Terra di acque e di favole (Ed. Comunità Montana Cusio Mottarone – 2012), ‘J brandè – Antologia d’poesìa e pròsa piemontèisa (2012), Sorrisi di Resistenza (A.N.P.I V.C.O, 2013 con prefazione di Cesare Bermani), Ricette anarchiche (Ed. Tararà, 2013). Nel 2006 con la poesia Blues del lagh ha vinto il 1° Premio nella sezione dialettale del concorso indetto dall'associazione “L’isola dei poeti del Lago Maggiore”. In campo figurativo ha iniziato a esporre le sue opere a partire dagli anni Ottanta in varie mostre personali e collettive. Sue sculture sono presenti in diversi spazi pubblici del Verbano Cusio Ossola. Collabora con numerose riviste di cultura locale del Verbano Cusio Ossola e ama cucinare reinventando le ricette in quella che lui definisce cucina anarchica.

Pagg 48
Euro 12,00

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"L'occasione non torna", un agglomerato di racconti o forse un romanzo disordinato

Chi è Mick Liberati? Non importa saperlo. È un amico, uno scrittore, un intellettuale ansioso, un tizio magari poco raccomandabile per le sue spigolosità. Ha scritto questa cosa, mescolando realtà e fantasia. Poi io ho fatto qualche correzione, seguendo i consigli dell'Editore: Mick non si rende conto delle esigenze del mercato librario e proprio per questo non ha mai pubblicato nulla fino a oggi. Ne è venuto fuori un testo a quattro mani. Le cose pregevoli sono sicuramente di Mick. Le pedanterie sono di sicuro colpa mia, che forse sono andato al di là del mio compito. Mi è sembrato strano che un tizio scontroso come Mick abbia permesso di farsi correggere. Ma forse è arrivato a un'età in cui sente l'urgenza di lasciare una piccola traccia dietro di sé, come se il Mondo avesse bisogno di lui (e di me) per tirare avanti. Ecco il testo, allora: un po' romanzo disordinato, un po' agglomerato di racconti. Il centro dell'intreccio sta negli eventi genovesi del luglio 2001; ma poi si va molto distanti da lì, nello spazio e anche nel tempo. Si parte dall'anno 2003 e poi si torna ai cortei contro il G8 genovese e poi... vedrete. 
Domenico Argirò

Gli autori

Mick Liberati
Non vuole che si parli e si scriva di lui: lasciamolo in pace.
Domenico Argirò
Nasce nella Locride aprica, vive da quasi sempre nella triste Padania, tiene famiglia, fa l'insegnante in un liceo di provincia, ha collaborato con alcune riviste anarchiche, ha dissipato più della metà della sua esistenza in lotte politiche e sociali già in partenza perdenti. 

 di  Mick Liberati e Domenico Argirò

Pagg 144
Euro 12,00

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La bella storia del Circolo Sette Martiri di Casalino - Prima parte: dalla fondazione alla Liberazione

 

Abbiamo voluto scrivere questa storia sul Circolo di Casalino perché pensiamo che sia importante conoscere le vicissitudini più che secolari di una comunità, composta da gente normale che ha contribuito in maniera significativa alla crescita democratica del nostro Paese. I protagonisti di questo racconto sono contadini, braccianti, mondariso, artigiani, lavoratori che con le loro azioni, le loro lotte, le loro vittorie, ma anche le loro tragiche sconfitte, hanno saputo sottomettere il pensiero primitivo e regressivo dei grandi proprietari terrieri. E poi hanno avversato il fascismo fino alla sua sconfitta con una lunga e spesso sanguinosa lotta. Nella seconda parte, che seguirà, hanno saputo resistere alle repressioni di Scelba nell’immediato dopoguerra e sono riusciti a costruire, con altri, un ampio fronte democratico per la realizzazione di una società più libera e democratica.

«…bisogna leggere il libro sulla storia del circolo di Casalino, che è insieme una storia locale, quella di un piccolo centro della bassa novarese dove le risaie tendono la mano alla fabbrica, e parte di un mondo intero, perché in Francia, in Germania ma anche al di là dell'Atlantico, si trovava in quel tempo, in altre lingue, in diverse realtà sociali, la stessa spinta, lo stesso bisogno di emancipazione, di liberazione, di conquista di un Mondo nuovo…» (dalla prefazione di Fausto Bertinotti)

Gli autori

Ferruccio Danini

Inizia la sua attività lavorativa come Disegnatore cartografico presso l’Istituto Geografico De Agostini di Novara e si impegna nell’attività sindacale come componente della Commissione Interna. Alla fine degli anni sessanta partecipa attivamente al rinnovamento del sindacato è tra i promotori a livello locale del movimento dei delegati, dei consigli di fabbrica e di zona, è eletto Segretario Generale della Camera del Lavoro di Novara. Nel 1983 è eletto in Parlamento e svolge una intensa attività politica, nella Commissione Lavoro, presso la Direzione nazionale del PCI in Via delle Botteghe Oscure. Negli anni Novanta riprende l’attività sindacale presso la CGIL nazionale, svolgendo diversi incarichi nei vari dipartimenti: è responsabile dalle politiche energetiche e nel dipartimento politiche e Internazionali. È stato Segretario Nazionale SPI CGIL, Presidente del Comitato Direttivo nazionale della CGIL e Consigliere del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Sergio Negri

È giornalista e scrittore. Coautore del saggio Scuola di tutti o di Ciascuno (1986) e del CD Rom La Conquista delle 8 Ore (2002) (storia della conquista delle 8 ore in risaia nel 1906). Coautore del libro Fausto Vigevani, il coraggio di un socialista scomodo (Ediesse, 2004), ha curato la biografia i saggi e le testimonianze dei libri: Fernando Santi, Vita di un sindacalista socialista (Ediesse, 2005) e Fiat 1955 (Ediesse 2009). È coautore del libro Fausto Vigevani, il sindacato la politica (Ediesse, 2014). È autore dei libri: Il 68 in Soffitta (Edizioni Mercurio, 2011), Mobbing, storie di lavoro e di ingiustizia quotidiana (Libreriauniversitaria, 2015), Se Otto Ore (Effedì, 2016), Tracce di Vita (Effedì, 2017), Il Rumore dell’Alba (Effedì, 2020)


di  Ferruccio Danini e Sergio Negri

Pagg 368
Euro 20,00

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"Ancora un 26 maledetto". Un libro che vi lascerà senza fiato

Pensava di essere come al solito in anticipo…

Gli ingranaggi del tempo sono determinanti per cambiare la vita. Un piccolo ritardo e tutto cambia; il destino di molti improvvisamente prende una direzione diversa da quella originariamente tracciata.

Così accade a Elena costretta a misurarsi con eventi imprevedibili che le cambiano più volte la vita in questo poliziesco che ha il ritmo delle storie di spionaggio e i colori di un noir. Licia Perna è attenta ai particolari con una scrittura incalzante che cattura il lettore fin dalle prime pagine.

 L'Autrice

Licia Perna, nata a Milano è una “ragazza” del ’56. Appassionata di libri, film e serie TV in tema poliziesco-investigativo, da anni coltivava il desiderio di scrivere un suo racconto. Oggi, in pensione, ci si è dedicata e non è detto che finisca qui. Non è mai troppo tardi per realizzare un sogno.

di  Licia Perna

Pagg 112
Euro 12,00

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I guardiani della Valle

Un cadavere in una valle abitata da spiriti, un'improvvisata indagatrice con un accompagnatore speciale. Questa è la prima inchiesta di Dea Ferrari, una giornalista originaria di Lesa, sul Lago Maggiore, tornata nel suo paese natale dopo essere andata in pensione. Al suo fianco c'è Luciano, detto Ciano, un arzillo novantenne, ex partigiano, profondo conoscitore del proprio paese e delle persone che lo abitano, facilmente reperibile al Circolo che per lui è quasi un ufficio. Questa storia ha ispirato il fumetto Dea e Ciano - I piccoli demoni della Valle pubblicato sempre da Segni e Parole.

 

Questo libro ha una lunga storia. In origine questa indagine di Dea e Ciano era nata come racconto e si intitolava "I piccoli demoni della valle". Pubblicato nell'antologia "Giallo Nuar" aveva ispirato una versione a fumetti  sceneggiata da me e disegnata da Bruno Testa. Ora, cedendo a varie sollecitazioni, l'ho in parte riscritta approfondendone i protagonisti e l'ambientazione. Chissà che sia l'inizio di una serie…
Gianni Lucini

Pagg 64

Euro 10,00

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Vita da sassi, un libro tenero e bello

I sassi pensano, hanno opinioni, parlano tra loro e con altre creature. Essi commentano il mondo e tutto ciò che li circonda in queste piccole storie disegnate da Vittorio Sedini  capaci di far sorridere e pensare allo stesso tempo

 L'Autore

Vittorio Sedini è nato nel 1934 a Milano dove a tutt’oggi vive e lavora; principalmente come illustratore di libri per l’infanzia. Attorno agli anni Settanta del secolo scorso ha scritto disegnato e prodotto “Mariolino”: una serie di 26 episodi in animazione, distribuita negli anni Settanta e Ottanta in varie televisioni europee. Per lo scomparso “Corriere dei piccoli” ha disegnato nel vecchio stile degli anni Trenta, con le tipiche rime di Giovanni De Roma, le storie di “Burattino Fantasia e l’allegra compagnia”. Suoi racconti sono apparsi su “Popotus”, “i quaderni Montessori”, “Scuola italiana moderna” e BIG, mensile per bambini, dove appaiono anche le avventure a fumetto della “Famiglia A-mici”. Protagonisti i due mici: Pinco e Pallina. BIG è edito da “Città nuova” e, per l’omonimo mensile, Vittorio Sedini ha creato un personaggio, il Sasso, che appare puntualmente da più di quarant’ anni nella rubrica a fumetti “Anche i sassi pensano”. “Foto di gruppo, con Sasso” è il titolo di una prima raccolta di queste vignette edita dalla Editrice Monti. Saronno, 2003. Questo libretto “Vita da sassi” è una seconda raccolta. Quante ne seguiranno?

di  Vittorio Sedini

Pagg 64
Euro 13,00

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L'invasione delle tortore migranti

Devono lasciare il luogo natio. Fuggono da guerra, miseria, fame. Superano catene montuose, attraversano mari. Vogliono sopravvivere. S’insediano in quello che a loro sembra un eden, una cittadina di nome Livellate. Gli abitanti sono pacifici, è vero, ma quando si sentono invasi… 
La presenza sempre più numerosa delle tortore viene vissuta come una minaccia alla quale bisogna reagire con tutti i mezzi, in difesa della civiltà e del territorio. Le strategie adottate provocano vittime alate e umane, in un gioco al massacro che contraddice i valori conclamati. L’ipocrisia della politica apre le porte agli odiatori di professione, manovrati da chi vuole dominare. A Livellate c’è bisogno di umanità. 
Un libro appassionante, una scrittura agile, leggera e divertente, metafora di una tragedia storica.

L'Autore

Aquilino ha pubblicato cinquantasette libri sia per ragazzi sia per adulti. Recenti: "Il tuo nome è coraggio" (Einaudi Ragazzi) "Il mio amico Don Chisciotte", (Coccole Books), "La furia di Racheles" (Eretica Edizioni); "Lamento di Eracle" (Eretica Edizioni), "Passione di Fedra" (Gilgamesh Edizioni). La serie "Orrendi per sempre" pubblicata da Giunti è diventata un cartoon in onda dal 2020. Drammaturgo e regista, presidente dell’associazione "Tecneke", coordina il "Teatro dell’Aula", due gruppi di ragazzi, uno sui 10 anni e l’altro sui 15. Ha scritto i testi per la compagnia Lupusagnus che ha allestito "Mamma mammazza" (prodotto dal Piccolo Teatro di Milano), "Verginella", "Canicani", con la regia di Stefano De Luca del Piccolo Teatro e attualmente Direttore delle Scuole del Teatro di Como. 

Per Segni e Parole ha pubblicato anche i libri:
L'omino di carta

Di Aquilino

Pag 112
Euro 12,00

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La manutenzione dell'Eugenio e altre cose

L'Eugenio, Casaciok, Bocca di rosa, la Nanda, il signor Müller, la bella Carlina… sono alcuni dei personaggi di quindici storie narrate con tratto arguto, talvolta irriverente, ma sempre delicato. Silvia ha fatto molti viaggi e ascoltato molte storie: vite vissute per davvero, vite immaginate o desiderate, aneddoti, problemi, perfino quelle che lei chiama "balle colossali". Poi un bel giorno si è messa a scrivere, andando ad attingere da quel pozzo di parole che si è alimentato con gli anni. Così pagina dopo pagina, si sono materializzati alcuni personaggi e lei ha preso al volo quelli che per primi l'hanno chiamata, i primi quindici…



L'Autrice

Silvia Padulazzi di mestiere è una facilitatrice e ascoltatrice di problemi, con lo sguardo ostinatamente orientato verso ciò che rende speciale l’ordinarietà e la quotidianità delle persone e delle cose. Per fare questo si avvale di buona memoria, pazienza, empatia, ironia e di due cani co-terapeuti. Conduce laboratori di crescita personale, di autobiografia musicale, linguistici, creativi, di prevenzione al bullismo nelle scuole, per adulti e giovani. Artista per urgente necessità è frivola perdigiorno e cantante. Autrice di canzoni, poesie, testi di teatro civile e narrativa, ha tradotto per Casa Editrice Nord e nel 2020 ha pubblicato il manuale “La zampa che cura. La relazione mediata da Napo e Zoe" per Morphema Editrice. Vive in provincia di Verbania tra lago e montagna.

 

Di Silvia Padulazzi

 Illustrazioni di Giorgio Rava

Pag 112

Euro 12,00

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Mettiti le mutande comode

“Mettiti le mutande comode” di Jessica De Giuli con prefazione di Anna Carluccio è un libro divertente. Non lo è soltanto perché parla di mutande e propone le stesse come parametro per misurare la vita, ma perché mette in piazza emozioni e sentimenti che solo fra amiche molto intime ci si possono confidare. Sono parole leggere ma vere e hanno la pretesa di tentare di dare una dimensione surreale al quotidiano femminile, di tirare fuori, tra un calzino e una mutanda l’essenza della vita. Jessica racconta la vita di una giovane donna che fronteggia quotidianità, figli, marito, casa e lavoro. Un tempo la si sarebbe definita una donna realizzata. Lei però fa capire che se si somma lo stress, i possibili inconvenienti, le emozioni mutevoli e la necessità o la costrizione del confronto con il mondo esterno, si sente inadeguata, ristretta e in qualche caso anche costretta. Jessica è partita da sé per raccontare la sua vita, interessante per lei ma anche uno specchio per riflettere la vita degli altri e le mutande, l’indumento più intimo che c’è, diventano una metafora delle scelte della vita. In questo tempo sospeso e inquietante possiamo però indossare un paio di mutande comode e vivere senza l’assillo di dover pulire gli aloni sui vetri e sui nostri cuori. Noi di Segni e Parole crediamo molto in questo lavoro e, strizzandoci l’occhio, ci siamo detti fin dalla prima lettura che: «Jessica è meglio di Bridget Jones»

L'Autrice

Jessica De Giuli ha 37 anni e da dieci lavora come consulente informatico. Qualche anno fa ha anche intrapreso un percorso di studi ispirato dalla sua passione per la natura e il benessere diplomandosi in Naturopatia. Vive da sempre sul suo amato Lago Maggiore, anche se appena possibile scappa con uno zaino in spalla alla scoperta di nuovi luoghi. Predilige le scarpe da trekking a quelle col tacco e un panino in spiaggia a una cena stellata.


Di Jessica De Giuli

Prefazione di Anna Carluccio

Pag 112
Euro 12,00

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Ho sparato al domani

Sono giorni difficili, non vi è dubbio. Solo fino a qualche tempo fa l’idea che un virus avrebbe potuto mettere in ginocchio l’umanità era legata alla serie televisiva britannica degli anni Settanta intitolata Survivors, “I sopravvissuti”. E da quegli anni, mentre uno si consolidava e l’altro si formava, siamo sgusciati fuori con l’idea che la musica ci abbia in qualche modo dato una mano, se non a salvarci, almeno a non perderci. Così, quando la vita si complica, la fantasia che ci portiamo dietro, e dentro, elabora nuovi percorsi e ci basta un alito di vento per proseguire il viaggio quotidiano.
Provate a immaginare un tavolo apparecchiato con un boccale di birra e un bicchiere di vino rosso. Lì ci siamo dati appuntamento. Entrambi settembrini, del segno della vergine, amiamo la musica con sfaccettature differenti. Così come tra noi sono differenti l’età, il carattere, la fede calcistica e la formattazione del testo. Non ci sono però muri da scavalcare.
Economicamente fragili, lavoriamo da anni per il colpo da un milione di euro. Nel corso degli ultimi vent’anni sono molteplici i progetti che abbiamo condiviso. Testardamente ci sosteniamo nel perseguire le idee che sviluppano nei nostri incontri. E se qualcosa non è stato fatto è perché, probabilmente, quella volta eravamo in tre. E il terzo beveva aranciata.
Ci piace ancora trarre godimento e divertimento nel fare le cose e questo libro è l’ennesima testimonianza della nostra caparbietà nel raggiungere gli obiettivi prefissati. “Ho sparato al domani” è una canzone che è diventata un libro e contiene sette racconti in cui passato, presente e futuro si scambiano spesso d’abito andando in scena in epoche differenti e con personaggi tutti da scoprire. Una miscela, o meglio un mix, di parole e musica in quanto ogni storia è imbevuta della musicalità che amiamo. I riferimenti musicali, così come i luoghi in cui si svolgono i fatti, a tratti sono alla luce del sole e talvolta, invece, celati ma intuibili.
In ogni racconto troverete anche qualcosa di noi, magari nelle parole di una ragazza o nei panni di un vecchio o in quelle di un futuro ribelle. La musica abita dove la lasci entrare, e casa nostra, in questo senso, è senza porte e finestre. In ogni pagina c’è una canzone che fa parte di una colonna sonora con la quale condividere il nostro tempo, anche con musiche differenti, ma in fondo il rock’n’roll si basa proprio sulla diversità delle emozioni. Non esiste una regola, come non ne esiste una per scrivere, appunto, di emozioni.
Pensiamo che in futuro non verrà chiesto “Perché non sei stato Hemingway o Pavese?”, bensì “Perché non sei stato te stesso?”. Noi da tempo abbiamo tracciato la strada in modo determinato, magari sbagliando, a volte sbandando ma sempre rappresentando noi stessi nelle parole o nella musica. E poi, qualunque sia stata la nostra scelta, ci troverete sempre dalla stessa parte.
Michele Anelli e Gianni Lucini

“Ho sparato al domani” è per quelli che nella pioggia sentono il richiamo della libertà, per chi nella nebbia riesce comunque a distinguere il nemico, per coloro che hanno visto un mondo senza confini da rispettare e per i quali la vita è un palco dove non importa se non sei perfetto ma puoi essere felice. Sette racconti, come le pistole dei MacGregor, in cui passato, presente e futuro si scambiano spesso d’abito andando in scena in epoche differenti e con personaggi tutti da scoprire.



Di Michele Anelli e Gianni Lucini

Pag 112
Euro 12,00

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Un occhio verde e uno blu


Giulio ha un occhio verde e uno blu.
Vede il mondo soltanto di due colori e pensa di essere l’unico a vederlo così.
Anche Lia, una cagnolina anziana da sempre in canile, vede il mondo un po’ verde e un po’ blu. Ma di come vede il mondo Lia a nessuno interessa. Così Lia decide di chiudere gli occhi. Ma quando un giorno Giulio, guidato dall’istinto la sceglierà, Lia aprirà gli occhi e finalmente si riconosceranno.
Le loro lacrime di gioia si trasformeranno in coriandoli colorati e tutti i colori entreranno nella loro vita.
Una fiaba nata per raccontare l’amore che può legare un bambino e un cane.
Perché soltanto i bambini sono privi di preconcetti e possono scegliere coraggiosamente ascoltando la voce del cuore.


Un progetto realizzato da 
Sabina Guidotti e Alma Di Pietro - Scrittrici
Rita Cardelli - Illustratrice
Daniela Giovagnetti - Progetto grafico e impaginazione 
Pag 54 
Euro 14,00


Il libro è esaurito (non sono previste ristampe da parte della nostra casa editrice)

Le perle degli omofobi


Estate 2019. Il mare è una tavola azzurra che regala frescura e serenità ai bagnanti. Martina ed Erika, felici e innamorate, si godono la gioia e le emozioni di quei momenti. Decidono anche di immortalarli con una foto scattata dalla sorella di Martina. È un’immagine d’amore nella quale le due ragazze si scambiano un bacio a fior di labbra con i piedi nel mare. Quasi per condividere la loro felicità con il mondo intero la postano sui social.
Da quel momento la loro vita cambia radicalmente. Vengono bersagliate da migliaia di insulti, derisioni e vere e proprie minacce per opera degli omofobi. Dopo essere state colte da comprensibile smarrimento decidono di reagire. Creano una pagina nella quale finiscono gli insulti e le altre sconcezze lanciate loro commentandole con ironia. Nasce così “Le perle degli omofobi”, una pagina che conquista rapidamente il pubblico dei social destinata a «far capire alle persone che l’omofobia esiste e non ce la inventiamo per fare le vittime».
Ora una parte di ciò che è stato pubblicato è in questo libro. Lo scopo è quello di non far sparire nulla di ciò che è stato.
Le parole fanno male ed è per questa ragione che questo libro è stato scritto. Perché ora queste parole sono impresse su pagine, inchiostro nero su bianco, per sempre, anche quando magari di Facebook e Instagram non si ricorderà più nessuno. È un libro leggero che racconta la fatica di vivere un amore in una società nella quale l’omofobia trova ancora grande spazio.

Erika Mattina nasce a Monza nel 1997. Fin da piccola si avvicina al Teatro, che diverrà una delle sue più grandi passioni, insieme all’hip-hop. Da sempre una studentessa modello, diplomata con ottimi voti e laureanda in Scienze dei Servizi Giuridici, si interessa alla scrittura dopo aver conosciuto Martina.
Martina Tammaro nasce ad Arona nel 1995. Appassionata di scrittura fin da ragazzina, legge numerosi libri e cerca di migliorare il proprio stile. Studia danza per sei anni, e teatro per cinque. Diplomata, attualmente è laureanda nella triennale di Economia. Insieme gestiscono la pagina Instagram “Le Perle degli omofobi” e portano avanti una battaglia contro l’omofobia, l’odio e tutte le discriminazioni.

Di Erika Mattina e Martina Tammaro
Prefazione di Manuela Mellini
Pag 112

Euro 12,00

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Fiori d'arancio nel deserto

«Una tragicommedia greca a lieto fine: tredici anni di amicizia di due persone che devono fare i conti con l’handicap pesante della vista, le difficoltà e i pregiudizi che si accompagnano a ogni limite. Ci vuole l’amore per spazzare via tutti gli ostacoli, ma Pierluca e Daniela, Dalia e Pulce, sanno bene che non basta, perché le incomprensioni e i sospetti verso chi non ha fisico palestrato e prestazioni da supereroe continueranno, e, come dice il coro, ci vorrà tanta pazienza e tenacia per superarle.Loro hanno avuto la forza di provarci e di abbattere le distanze, e se questa storia riuscirà a fare eliminare anche solo una barriera architettonica che complica la vita ai non vedenti, avrà già raggiunto il suo obiettivo» (Marcello Giordani )
Ipovedente, Pierluca Lavia è nato a Novara nel 1965. Musicista ed educatore musicale, si è specializzato come pianista Jazz con il maestro Filippo Rodolfi. Ha collaborato come consulente musicale nell’ambito del teatro amatoriale ed è stato pianista nella band di un noto coro gospel novarese. Nella sua carriera musicale ha collaborato con Wally Allifranchini, Flavio Piantoni, Claudio Citarella, Antony Caligagan, Nabuk, Alessandro Magnasco, Andrea Cardinale, Lena Biolcati, Bianca Biolcati, Angela Gagliardi, Lia Invernizzi, Kimberly Covington e molti altri. Si è accostato alla scrittura solo in questi ultimi anni e questa è la sua opera prima.



Di Pierluca Lavia
Pag 112
Euro 15,00

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E tu di versi scrivimi


Una mano delicata che traccia versi? Uno stile formale fatto di immagini che vanno rapide a cogliere (e a raccogliere) ciò che davvero ha importanza, senza fronzoli e ricami? Una mano di giovane donna che percepisce la scrittura come atto vitale? Tutto questo, ma non solo. Perché Daniela Mattiazzi ha dalla sua la capacità di percorrere la vita con semplicità, ma con sguardo ampio, imboccando più di un sentiero per volta
(Laura Travaini)

Daniela Mattiazzi, nasce ad Asti nel 1957. Nel 2014 Aljon Editrice pubblica “Corde tese”, la sua prima silloge di poesie. Altre composizioni si possono trovare in pubblicazioni di enti e associazioni culturali. Sono molti i riconoscimenti ricevuti in vari concorsi di poesia.

Di Daniela Mattiazzi
Pag 112
Euro 12,00



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Ciao Randagio, come stai? - Diario di un animatore


Diretto, sfrontato, maschilista che più non si potrebbe il protagonista di questo libro non è proprio quel che si dice un esempio da seguire eppure affascina... Non perché ha un "fascino bastardo" cui non ci si può sottrarre, anzi a volte è irritante come la carta vetrata o, per usare un linguaggio più acconcio al suo modo di esprimersi, "come la sabbia nelle mutande".
In realtà in qualche modo rappresenta una generazione che ha fatto dell'esagerazione negli atteggiamenti il mezzo per affermare la sua identità. In questo libro c'è tutto o quasi quello che in genere viene considerato un modo sbagliato di affrontare l'esistenza: c'è l'alcol, c'è il sesso e c'è l'idea che il domani non esista, che esista solo l'oggi da vivere in modo più intenso possibile.
Il protagonista di questo romanzo sa interpretare la vita degli altri e il mondo in un modo solo: attraverso se stesso.
A volte fa fatica a contenere tutto nonostante la spavalderia con la quale affronta una vita che lui stesso a volte contribuisce a rendere complicata. La superficialità è troppo dichiarata per essere vera e l'ignoranza suona un po' forzata quando viene sventolata come una bandiera.
Matteo scrive la realtà dell'altro ieri. Non intendo in senso figurato, il suo spazio temporale è proprio l'altro ieri. 
Non gli interessa farla sembrare diversa da quello che è, non ha un fine nobile da utilizzare come riscatto e, in fondo, questo è il vero pregio di questo libro fuori dai parametri del "politicamente corretto".  C'è soltanto il racconto di una vita ai margini, oggi si definirebbe "borderline", condotta e raccontata senza troppi retropensieri.

Di Matteo Zolla
Pag 96
Euro 12,00

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Fili, navette e telai - L’industria tessile a Galliate: la Manifattura Rossari e Varzi

Questo libro ha origine da una idea di Mariangela Panigoni: avviare la raccolta di documenti – fotografie, scritti, oggetti – appartenuti a ex dipendenti della Manifatura Rossari e Varzi, con l’intento di pervenire alla realizzazione di un Museo del tessile, che testimoniasse il fiorente passato della grande industria cotoniera galliatese, la cui storia per più di settant’anni si è intrecciata con la storia della nostra comunità e ne ha stimolato e condizionato le radicali trasformazioni economiche, sociali, culturali del secolo scorso.
Dopo la morte di Mariangela, la volontà di proseguire il percorso da lei iniziato e il desiderio di conservare la memoria collettiva di un passato ancora fortemente significativo per la comprensione del nostro presente, hanno indotto l’Associazione “Il Pane e le rose” a sostenere il progetto di questo libro dedicato a lei, senza tuttavia rinunciare alla precedente idea del Museo.
In queste pagine si documentano il passaggio dall’economia agricola alla nascita dell’industria tessile a Galliate, le vicende della Manifattura Crini e Bottelli e, in particolare, la nascita, la rapida ascesa ed espansione della Manifattura Rossari e Varzi, il suo declino e il drammatico tracollo, che hanno variamente coinvolto migliaia di galliatesi, segnandone i destini individuali e le scelte collettive.
Con la chiusura dell’azienda, si è chiuso anche un capitolo della storia di Galliate e si è avviata una trasformazione del tessuto urbano e civile, che è tuttora in atto.
Le autrici si rivolgono in particolare alle nuove generazioni per evitare che vada disperso o dimenticato il patrimonio umano e culturale che si è sviluppato intorno alla Manifattura Rossari e Varzi.
Per realizzare questo libro, che abbraccia un arco di tempo di oltre un secolo e mezzo di storia dell’industria tessile galliatese, è stato necessario avvalersi di varie testimonianze scritte e orali e di un lungo lavoro di ricerca documentale e di consultazione di giornali d’epoca.
Il volume è suddiviso in quattro parti: le prime due si riferiscono cronologicamente al periodo compreso tra l’inizio del XIX secolo e la fine della seconda guerra mondiale, la terza e la quarta al periodo successivo, fino agli anni Settanta.
Di Wilma Montano e Concetta Cinque
Pag 320
Euro 22,00

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