Pagg 120
In questa isola trovano spazio le pubblicazioni delle Edizioni Segni e Parole di Novara. Libri, autori e autrici, appuntamenti, curiosità e tante altre cose... I libri sono acquistabili in rete sulle principali piattaforme nonchè in questo sito nei post dedicati cliccando sulla parola QUI. Per le librerie e gli interessati il nostro distributore è Terminal Distribuzione di Granarolo dell'Emilia (http://www.terminalvideo.com). La nostra mail è info@segnieparole.com
Regalatevi i libri di Segni e Parole
Il diario immaginario (e altre storie)
L’urlo proveniva dal laboratorio del dottor emerito e
professore per tutte le ore Giovanni Luigi Filippo Oreste. E basta. Questo
inventore, pensate un po’, ha quattro nomi e neanche un cognome. Questo perché
suo padre, prima che lui nascesse, aveva inventato un sistema per eliminare i
cognomi di quelle persone che avevano lo stesso cognome e dunque creavano,
secondo lui, soltanto confusione. Iniziò da quelli che si chiamavano Rossi. Poi
Bianchi. Poi Verdi, insomma, di tutti i colori.
La macchina però aveva un problema, toglieva sì i
cognomi, ma aggiungeva dei nomi. Siccome il papà di Giovanni Luigi Filippo
Oreste di cognome era Rossi Bianchi e Verdi, ecco che il povero figliolo si
ritrovò con ben quattro nomi e nemmeno un cognome.
(È una delle storie di questo libro e dà l’idea di quello
che ci potete trovare)
L'autore
Roberto Giacomini ama scrivere racconti, poesie e
filastrocche. Qualche volta partecipa anche a concorsi letterari che gli
sembrano interessanti.
Nel 2015 ha pubblicato la storia Tra Plutone e Saturno
c’è sempre un bar aperto per Youcanprint.
Nel 2023 ha pubblicato il libro di filastrocche Chi ha
paura del mostro del lago? per Segni e Parole.
Fra Dolcino, Gherardo Segarelli e il Regno futuro della libertà
Gherardo Segarelli, che inizia la sua predicazione a Parma
nel 1260, viene definito da Salimbene de Adam, il frate minorita autore della Cronica,
“zotico e illetterato”, mentre i suoi seguaci, che dalla gente comune
venivano chiamati “apostoli”, per lui non sono altri che “ribaldi e
imbroglioni, che sfuggono la zappa e si rifiutano di lavorare, ai quali
starebbe meglio custodire le vacche e i porci o pulire le latrine, e fare
qualche altro vile mestiere, o comunque rimanere a coltivare i campi”.
Dolcino, divenuto la guida della fratellanza dopo il rogo di
Segarelli del luglio 1300, per gli inquisitori che lo condanneranno a una morte
crudele è il “perfido eresiarca”, il “figlio di Belial”, l’angelo ribelle,
signore dell'arroganza e della superbia che porta con sé solo cattiveria e
distruzione.
A una lettura più attenta della Cronica e delle
testimonianze su Dolcino più vicine al suo tempo emergono, però, due figure
molto più complesse di quelle, totalmente negative, tratteggiate da coloro che
ne hanno tramandato la storia. Sono due uomini che, in un momento storico
delicatissimo in cui la formidabile struttura della società medievale inizia a
mostrare i segni di una crisi che non lascia indenne nemmeno la Chiesa di Roma,
riflettono sul significato che nel loro tempo assume quell’annuncio evangelico
del “Regno dei cieli che si è fatto più vicino”.
Il modo in cui Gherardo e Dolcino, ciascuno secondo la
propria personalità, formazione e sensibilità, pensarono e vissero fin nel più
profondo del loro essere l’avvento del Regno dei cieli costituisce l’oggetto
della presente ricerca.
L'autore
Mauro Rossetti (Como 1953), laureato in filosofia presso
l’Università degli Studi di Milano nel 1977, si dedica da tempo allo studio
delle forme di religiosità popolare in Italia tra il Duecento e il Trecento e
in particolare del movimento degli apostoli di Gherardo Segarelli e di
Dolcino. Collabora inoltre con la
redazione del sito dolcinosegarelli.it, ideato e curato da Corrado Mornese.
Pagg 176
Euro 15,00
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Remiade. Tra speranza e disperanza.
Remiade è un libro di racconti, trentacinque per la
precisione: narrazioni di dimensioni diverse, da tre a dieci pagine, che
affrontano argomenti svariati lungo l'arco di un trentennio di vita italiana.
Sono storie in cui spesso il protagonista è Remo, colui che
dà il proprio nome al titolo dell'intero libro.
Altre novelle riguardano temi e personaggi delineati
attraverso il punto di vista di Remo.
Il riferimento omerico può apparire pretenzioso, ma per Maurilio
Riva, al contrario, significa sottolineare come l’esistenza di ogni essere,
senziente o meno, sia un’odissea, un viaggio errante verso nessun dove, spesso senza alcuna meta, senza avere un’Itaca come
luogo del ritorno: il nostos, cioè il punto di arrivo di un viaggio
avventuroso e infinito. Come tale, qualsiasi vita é degna di essere raccontata
e ha il diritto di essere conosciuta e tramandata.
L'Autore
Maurilio Riva,
chiamato Rino da
amici e familiari, nasce a Taranto nel 1947da padre comasco e madre tarantina. Esercita numerosi mestieri prima di occuparsi in un’impresa di
telecomunicazioni. Vedovo, in pensione, risiede a Milano. Nel 2006 ha
pubblicato Il sogno inverso di
Tito Biamonti con Arterigere Edizioni,
nel 2010, 2022 Destinazione Corno d’Africa con Libribianchi Edizioni, nel 2014, Partita doppia con Lettere Animate e nel 2017 Se i
muri potessero raccontare con Unicopli. Alcuni
suoi racconti sono stati editi su riviste, antologie e blog. Altri libri
attendono nel cassetto o sono in corso d’opera.
Ricominciare ancora una volta
Il libro è il seguito di Ancora un 26 maledetto. Dimenticare il passato a volte è impossibile, vivere il
presente è difficile quando il passato ritorna, riapre ferite e ne crea di
nuove.
Elena, ancora una volta, deve combattere a fianco della
“Squadra” per sconfiggere un nemico che si è rivelato più temibile del
previsto.
Il ritmo incalzante degli avvenimenti cattura il lettore
trasportandolo in un’atmosfera che ha il sapore delle più classiche storie di
spionaggio.
L'Autrice
Licia Perna, nata a Milano nel 1956 vive nell’alta Brianza
lecchese, coltiva questa sua passione per il genere poliziesco investigativo e,
dopo “Ancora un 26 maledetto”,
pubblicato nel 2021 sempre da Segni e Parole, con questo romanzo prosegue il
suo progetto di scrittura.
Pagg 112
Sul filo di un attimo
C'è un filo invisibile che lega le stelle ai sassi, il
battito del cuore al fruscio delle foglie, il ricordo più intimo all'orizzonte
sconfinato. Questo filo, intessuto di parole, di immagini e di silenzi
eloquenti, è ciò che troverete tra le pagine di questa raccolta. Non è
semplicemente un libro, ma un invito a intraprendere un viaggio:
un'esplorazione profonda e multiforme che si snoda attraverso la complessità
dell'animo umano e la bellezza del mondo che ci circonda. Questi racconti sono finestre aperte su universi differenti,
eppure così intrinsecamente connessi. Ogni storia è un tassello di un mosaico
più grande, dove le vicende dei personaggi si intrecciano con la descrizione
minuziosa di paesaggi che diventano essi stessi protagonisti. Non aspettatevi
solo la cronaca di eventi, ma un'immersione totale in atmosfere che vibrano di
vita propria. Anche la natura, qui, non è un semplice sfondo, ma uno specchio
in cui l'anima si riflette, un catalizzatore di emozioni, un testimone
silenzioso di gioie e dolori.
L'autrice
Luciana Pietraccini, madre fiamminga e padre italiano, nasce
in Italia dove vive e lavora. Giovanissima, appena diplomata al Liceo Classico,
inizia a lavorare nell’editoria occupandosi di moda e giornali femminili.
Diventa presto giornalista e direttrice di alcune riviste specializzate e
continuerà a lavorare per anni in questo settore. Si laurea poi in Lingue e
Letterature Straniere presso lo IULM di Milano. Successivamente si dedica
all’editing per alcuni editori, realizzando riviste di cucina, maglia, ricamo e
scrivendo racconti vari per i giornali interessati. Da Milano, si è trasferita sul Lago Maggiore dove si occupa
e svolge diverse attività culturali: Museo Manzoniano di Lesa, Cenacolo
Letterario e Biblioteca di Massino Visconti. Ha pubblicato i romanzi Cristiano e così sia e Il
mostro è fra noi. Quest’ultimo ha ricevuto nel 2022 il Premio Critica
Premio Internazionale Golden Book Awards e la Menzione d’onore al IV Concorso
Nazionale Letterario “Artisti” per Peppino Impastato.
Pagg 80
Euro 12,00
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Anni Cinquanta, il decennio che inventò l’Italia
Gli anni Cinquanta non sono soltanto un frammento di
memoria.
Sono una stagione dell’anima, un'epoca sospesa tra un
presente di povertà e la meraviglia della speranza. Non si tratta, quindi, di
un decennio di transizione, ma di un periodo nel quale l'Italia si reinventa, si
rialza, si scrolla di dosso le macerie della guerra per ricostruire non solo
città e fabbriche, ma anche se stessa, la propria identità, il proprio futuro.
Gli anni Cinquanta non sono quindi soltanto un passaggio
storico, ma un atto d'amore verso il futuro.
In ogni bottega, in ogni cortile teatro di giochi
improvvisati, c'è l'idea che, nonostante tutto, valga sempre la pena
ricominciare.
Quel decennio effervescente, con le sue speranze e le sue
sfide, ha plasmato profondamente l'identità nazionale, rendendo gli anni
Cinquanta non solo un periodo storico, ma una vera e propria
"invenzione" dell'Italia moderna.
L'autore
Gianni Lucini
Gianni Lucini è giornalista, scrittore, sceneggiatore,
autore teatrale, cinematografico e televisivo. Scrivere è il suo principale
mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Negli anni
Settanta ha vissuto la sua prima solida esperienza giornalistica in un
settimanale torinese e alla fine di quel decennio si è fatto le ossa nella
difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi
speciali e dei tour musicali. Negli anni Ottanta ha diretto un mensile
d'informazione degli operatori dello spettacolo. Ha scritto e sceneggiato spot
e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ha
operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in
America Latina. Dal 1999 si è occupato per dieci anni di storia e critica
musicale per il quotidiano Liberazione. Oggi fa lo stesso per vari quotidiani.
Oltre che per Segni e Parole ha pubblicato per Sonzogno, RCS, Hobby e Work,
Hachette, Fabbri e molti altri editori.
30 marzo 1945 Venerdì Santo ore 9. L’eccidio dei 7 martiri a Casalino
Con questa pubblicazione che esce in occasione
dell’ottantesimo anniversario dell’eccidio dei sette Martiri di Casalino,
intendiamo raccontare e ricordare uno tra i crimini nazifascisti più feroci
compiuti nelle campagne della bassa novarese durante la lotta di Liberazione.
Scrivere questo libro è stato come compiere un viaggio nel tempo e non
finiremo mai di ringraziare, con tanto affetto tutti coloro che ci hanno
aiutato e hanno sopportato le nostre incessanti richieste di chiarimento con le
loro testimonianze sugli avvenimenti accaduti.
La risolutezza con la quale quei giovani hanno scelto di andare ad
“arruolarsi nei partigiani”, è stata determinata, come ricorda Italo Calvino, «da
una volontà di “rottura totale” con la società nella quale vivevano ed erano
cresciuti, dopo essere stati educati nelle scuole fasciste ed essersi misurati
con il mito dell’invincibilità del Duce».
Gli autori
Ferruccio Danini
Inizia la sua attività lavorativa come Disegnatore
cartografico presso l’Istituto Geografico De Agostini di Novara e si impegna
nell’attività sindacale come componente della Commissione Interna.
Alla fine degli anni sessanta partecipa attivamente al
rinnovamento del sindacato è tra i promotori a livello locale del movimento dei
delegati, dei consigli di fabbrica e di zona, è eletto Segretario Generale
della Camera del Lavoro di Novara. Nel 1983 è eletto in Parlamento e svolge una
intensa attività politica, nella Commissione Lavoro, presso la Direzione
nazionale del PCI in Via delle Botteghe Oscure. Negli anni Novanta riprende
l’attività sindacale presso la CGIL nazionale, svolgendo diversi incarichi nei
vari dipartimenti: è responsabile dalle politiche energetiche e nel
dipartimento politiche e Internazionali. È stato Segretario Nazionale SPI CGIL,
Presidente del Comitato Direttivo nazionale della CGIL e Consigliere del
Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro. Nel 2021 con Sergio Negri ha
scritto il primo volume de La bella storia del Circolo Sette Martiri di
Casalino.
Sergio Negri
È Giornalista e scrittore. Coautore del saggio Scuola di
tutti o di Ciascuno (1986) e del CD Rom La Conquista delle 8 Ore
(2002) (storia della conquista delle 8 ore in risaia nel 1906). Coautore del
libro Fausto Vigevani, il coraggio di un socialista scomodo (Ediesse,
2004), ha curato la biografia i saggi e le testimonianze dei libri: Fernando
Santi, Vita di un sindacalista socialista (Ediesse, 2005) e Fiat 1955
(Ediesse 2009). È coautore del libro Fausto Vigevani, il sindacato la
politica (Ediesse, 2014). È autore dei libri: Il 68 in Soffitta
(Edizioni Mercurio, 2011), Mobbing, storie di lavoro e di ingiustizia
quotidiana (Libreriauniversitaria, 2015), Se Otto Ore (Effedì, 2016),
Tracce di Vita (Effedì, 2017), Il Rumore dell’Alba (Effedì, 2020).
Nel 2021 con Ferruccio Danini ha scritto il primo volume de La bella storia
del Circolo Sette Martiri di Casalino.
Pagg 140
Euro 12,00
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Degli stessi autori potete trovare anche il libro La bella storia del Circolo Sette Martiri di Casalino - Prima parte: dalla fondazione alla Liberazione
La pietra e la carta. Il mio teatro musicale
Si vive smarrendosi ma tutto si ritrova; in una canzone,
in una musica, in un libro, in un racconto. Fabio Turchetti, musicista, in
questo libro ci permette di scoprire un suo dono, quello del raccontare. In
queste storie impari a conoscerlo nel piacere di leggerlo nel sentire la
musica, nella coloritura della lingua, negli umori della voce nel continuo
adattarsi e interrarsi alle reazioni di chi lo legge nel suo dire, nelle stesse
cose viste sotto mille angoli diversi.
(Claudio Ardigò, critico letterario)
L'autore
Fabio Turchetti è un compositore, fisarmonicista e cantante
di Cremona. Nella sua trentennale carriera ha tenuto un migliaio di concerti e
registrato una cinquantina di album.
Ha pubblicato tre libri di argomento
musicale:
Note al margine, conversazioni al Danubio con Terez
Marosi (Effige, 2012)
Nella foresta, cinquantatré appunti di viaggi e di musica
(Apostrofo, 2014)
L'avventura del CPC, dieci anni di produzioni
discografiche (Strenna Adafa, 2014).
Dal 2019 conduce un programma televisivo su Cremona1 TV (I
viaggi del Turco) giunto nel 2024 alla quarantaduesima puntata.
Pagg 120
Euro 13,00
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A volte
Se è vero che gli opposti si attraggono non ci si può stupire
se in questa pubblicazione troviamo accostati gli aforismi di Mauro Bianchini e
i lavori pittorici di Fabrizio Molinario. Le concise e incisive affermazioni dello
scrittore entrano in una articolata relazione con le opere eccessive e provocatorie
dell’artista: l’idea di Bianchini di suscitare emozioni e riflessioni attraverso
un componimento di poche parole per esprimere un’idea complessa e profonda si incontra
e, nello stesso tempo si scontra, con le sequenze descrittive dipinte da Molinario.
(Cristina Moregola).
Gli autori
Fabrizio Molinario nasce nel 1968 a Novara, la città in cui vive e lavora. Inizia la sua attività pittorica nel 2003. Ha esposto in diverse Gallerie, spazi pubblici e fiere in Italia e all'estero. Pittore Autodidatta, versatile, è nato fuori dalle accademie, ma informato dell'arte contemporanea e i suoi meccanismi. Il suo percorso pittorico è partito dalla gestualità, da una materia quasi "action painting" che si cristallizzava in forme vulcaniche dal sapore arcaico, primitivo. Si tratta di un primitivismo che ricorda gli artisti appartenenti alla "Art Brut" o alla "Ousider Art". Le sue opere richiamano quel primitivismo urbano primordiale, la rappresentazione dell'essere umano con impulsi creativi puri, spontanei, autentici, che operano al di fuori delle norme estetiche.
Fabrizio Molinario nasce nel 1968 a Novara, la città in cui vive e lavora. Inizia la sua attività pittorica nel 2003. Ha esposto in diverse Gallerie, spazi pubblici e fiere in Italia e all'estero. Pittore Autodidatta, versatile, è nato fuori dalle accademie, ma informato dell'arte contemporanea e i suoi meccanismi. Il suo percorso pittorico è partito dalla gestualità, da una materia quasi "action painting" che si cristallizzava in forme vulcaniche dal sapore arcaico, primitivo. Si tratta di un primitivismo che ricorda gli artisti appartenenti alla "Art Brut" o alla "Ousider Art". Le sue opere richiamano quel primitivismo urbano primordiale, la rappresentazione dell'essere umano con impulsi creativi puri, spontanei, autentici, che operano al di fuori delle norme estetiche.
Mauro Bianchini vive a Castelletto Sopra Ticino in provincia
di Novara. Da decenni scrive di arte Moderna e Contemporanea su riviste di settore
Pagg 36
Euro 15,00
Potete acquistarlo anche QUI
Storie rasoterra. Dal cortile al condominio.
Storie semplici relative al dopo guerra mondiale 1939 - 1945
quando risolvere la quotidianità era lo scopo primario e il cortile era ritornato
il luogo di prima socializzazione, evocante ricordi, in un clima di solidarietà
e fiducia nel futuro degli anni a venire.
Con lo scorrere dei decenni, l’osservazione si fa più attenta
e dettagliata per storie di precaria ripresa, anche grevi, seguite dal progresso
economico del “Boom” del 1953 – 1960 e oltre verso il discreto benessere, lo sviluppo
delle comunicazioni, TV, cinema e “tempo libero” sino all’espansione edilizia a
preferenza condominiale che sconvolse il panorama urbano di vari paesi del Basso
Verbano. Poi storie semplici, appunto “Rasoterra”, con più attenzione per lo svago,
la cultura e sentimenti, la chiacchiera e voglia di “far commedia”.
Ancora storie leggere sfuggenti il clima di rinate inquietudini
politiche contrapposte, fino al terrorismo, degli anni ’70 –’80 del secolo scorso
prima dell’epoca della “Milano da bere” …tutta un’altra storia.
L'autore
Mario Ferdeghini è un fanciullo e ragazzo vivace, curioso
e felice fino ai quindici anni quando da operaio meccanico inizia una vita da “studente
lavoratore” dall’iter scolastico logisticamente complesso. Conseguito il diploma
di p.i. meccanico, diventa tecnico commerciale poi con mansioni direzionali. Artisticamente
autodidatta è anche un filmmaker amatoriale con particolare attenzione per l’Arte
figurativa, povera e concettuale. Attua realizzazioni in live con artisti e collabora
in edizioni on line con recensioni librarie di saggistica storica. Per diletto,
scrive racconti di vita sociale corrente, ricordi e testimonianze scaturite in ricorrenti
convivialità delle quali non aveva mai previsto una eventuale pubblicazione. Galeotte
sono risultate alcune recenti sollecitazioni a farlo. Ha avuto anche un breve faticoso
impegno politico a livello locale mai rimpianto.
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